Miss-Pelling Heart

Cronache di un cuore dislessico

io e il Bassistanudo (canto n.1 – esorcismo)

on January 26, 2013

sai quando si dice, non ci sono più gli uomini di una volta.
che quelli di oggi non c’hanno più le palle.

che i ruoli si sono invertiti, che ora è la donna che deve corteggiare. che sono i ragazzi a farsi pregare. che quando vai nei locali ti ritrovi tutti i bigliettini coi loro numeri di telefono nelle tasche dei pantaloni, della giacca, in borsa.e  ti chiedi: ma mo’ questi li devo pure chiamare? io?!?
oppure c’è sì, chi ti chiama, ma che al secondo appuntamento, invece di provarci, ti dice: Tu sei la Donna che può farmi diventare un Uomo. e tu intanto cerchi l’uscita di sicurezza più vicina. (e dentro la testa, la canzone di Battisti: la Donna è Donna e tu una Donna seeeeeiiii….che importa cosa faaaaiii)

oppure ci sono quelli che si, ti chiamano, ma solo per ricevere e non ricambiare: come dice la mia amica scrittrice, la categoria Merda/DeveMorire. che oltre a pretendere e basta, ti trattano pure come una sfigata. e tu che ci caschi, come una scema, ben sapendo di che razza di uomo si tratti. Ma allora, perché, dico io, perché ci caschiamo sempre e comunque? Perché sono fichissimi, ovvio. (…). (e ci io canto sopra questa...ma questo possiamo anche glissarlo)

Insomma, gli aneddoti si sprecano.

E poi…..poi c’è una categoria a parte.

per me, c’è stato il Bassistanudo. Colpo Di Fulmine Istantaneo.

Mi ha corteggiato come non mi era mai capitato. Ha continuato a cercarmi nonostante le mie intimidazioni.. (si insomma, cercavo di tirarmela  un pò, per una volta, invano ovviamente). Mi ha conquistata, inesorabilmente, inevitabilmente, nonostante le mie resistenze. Che rabbia!
Ci siamo conosciuti al MiAmi, che detto così già fa molto indie. ma di indie non c’è niente in questa storia, solo puro Rock. And Love.
Che poi io nemmeno lo sapevo fosse un bassista. mannaggia a me, e alle mie cotte adolescenziali, sempre di bassisti mi sono innamorata! pure uno col Rickenbacker vintage doveva capitarmi.

l’epiteto Bassistanudo però risale a tempo addietro, quando ancora non lo conoscevo. andai a vedere il concerto della sua band e li presi in giro tutta sera perché sto bassista si tolse la maglietta dopo 5 minuti e rimase praticamente “ignudo”, pure con le chiappe di fuori, visto che perdeva anche i pantaloni. Io, inclemente, passai tutto il tempo a urlare “nudinudi” sotto al palco. tanto, chi li conosceva!
e fu così.

che in un battito di ciglia io e il Bassistanudo diventammo una cosa sola.

la sua passione mi travolse.

come un assolo infuocato di Jimi Hendrix che ti entra sottopelle.

come la prima volta che ascolti Blitzkrieg Bop dei Ramones e non riesci a non saltare.
o come il tuo primo concerto dei Pearl Jam, che canti e piangi, e dici “Eddie sposami” e piangi di nuovo e canti e ti emozioni.

E così passarono i primi mesi. Era un fuoco appassionato, che aggiungeva il sudore dei nostri corpi avvinghiati al sudore dell’estate milanese, tra concerti dei Marta Sui Tubi, bottiglie di grappa e di vodka, sdraiati per strada, o a farci le canne al Masnada, come balene spiaggiate. Sembrava una storia adolescenziale, di quelle che ho sempre sognato quando avevo 16 anni. Ascoltavamo la cassettina dBlissard dei Motorpsycho a tutto volume, in macchina. Ci baciavamo ovunque, sfacciatamente, in ogni circostanza, senza ritegno. Ce ne fregavamo della gente, delle loro opinioni, della loro invidia. We’ve got chemmie, come canta Joan As Police Woman.Andavamo in bici in due, lui in sella, io dietro. Alzavamo i piedi e lasciavamo andare quando arrivava la discesa, lo abbracciavo forte. Nelle orecchie, le cuffie dell’ipod, a tutto volume una canzone all’apparenza minuscola, piccola piccola, che ci ha accompagnato per due anni: Blood (The Middle East). Ancora adesso, quando la ascolto, mi si stringe lo stomaco.

Sono questi, i momenti che rimangono, nonostante lo sfacelo che arrivò successivamente.

Perché una fiamma così irrompente, incontenibile, travolgente, inevitabilmente scatena un incendio che brucia tutto, senza distinzioni, alla radice. Lo sapevamo fin dall’inizio, forse, che questa storia ci avrebbe distrutti entrambi. Ma nessuno dei due ha tirato il freno a mano. Fino a quando non è stato inevitabile. Ci è esplosa tra le mani, ci ha lasciato esangui tra le macerie.

e rimane solo un infinitesimo di me di te di me di te, solo una parte infinitesima.

Sono un infinitesimo di me di te di me di te, solo una parte infinitesima

rock’n’love,

MissPelling

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