Miss-Pelling Heart

Cronache di un cuore dislessico

Canto n. 21 – The woodpile (Play me, I’m yours)

Play me, I’m yours.

Won’t you come and break down this door?
I’m trapped in an abandoned building
Come find me now, where I hide and
We’ll speak in our secret tongues

 

 

Musicislove

hugs&love

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Canto n. 20 – Love Be Brave

Abbracciami, buio, oscurità confortante, calore avvolgente.

Liberami, lasciami andare, non ho bisogno di te.  Lascia che mi abbandoni a questa vita, sulla sua ruota incessante. Fammi danzare, danzare, danzare, senza pensare a nulla. Fammi accogliere la luce.

Luce, accecami, dissetami.

Vita, fammi bere fino all’ultima goccia della tua pozione, inebriami. Fammi danzare, danzare, danzare. Fammi gioire della tua gioia, fammi giocare al tuo gioco.

Danza, danza frenetica, portami altrove. Dove nessuno possa trovarmi.

Fammi volare via…

 

 

In a world you can’t get lost in
I find my way to him
I am purpose and regret
You’re a feeling I’ll forget
What will I do then?
How did I sleep at night
With you far from my side?

 

 

Music is love.

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Canto n. 19 – What difference does it make?

Dovevi essere la mia distrazione, un dolce miele da assaporare lentamente, a cullarmi e allietarmi nella convalescenza.

Ma sapevo che ti saresti tramutato in veleno: un’assuefazione non può portare sempre del bene. Un’altra dipendenza stava nascendo, goccia dopo goccia, e mi avvelenava, lentamente. Presto mi avresti ucciso, di nuovo.

Intanto ne godevo, amaro e irresistibile.

Agnès Weber – sleeping alone

Diverse lune sono passate, sono rinata più volte. Ho provato a far finta di nulla.

Ma sento ancora il sapore del tuo miele sotto la mia lingua.

Avvelenami, avvelenami ancora.

E si, sono ancora pazza di te. Ma tanto, che differenza fa?

Well, I’m still fond of you, oh-ho-oh

so, what difference does it make?

But no more apologies
No more, no more apologies
Oh, I’m too tired
I’m so sick and tired
And I’m feeling very sick and ill today
But I’m still fond of you, oh-ho-oh

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Canto n. 18 – Tu mi vedi sorridente, pensi che sia felice

(ma non hai capito niente, tu mi vedi in superficie)

Canto n. 18 - Tu mi vedi sorridente, pensi che sia felice

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Canto n. 17 – Balli o resti a guardare?

Vedo le cose dall’altra sponda del fiume, dove l’acqua è più cheta. Sono serena, respiro l’aria pregna dell’odore di terra umida ed erbacce selvagge. Guardo il cielo, imponente, carico di nuvole: sembrano pesare come macigni, potrebbero crollarmi in testa da un momento all’altro. Eppure c’è un senso di leggerezza, di elettricità. E’ un’attesa, carica di entusiasmo, per qualcosa che sta per succedere, ma non si sa cosa sia né quando accadrà. Questo è il momento più bello, stare in equilibrio su un filo in tensione. Vorrei urlare, da sopra quei nuvoloni grigi. Potrei scagliarmi come fulmine in qualsiasi momento, in un qualsiasi punto.

Manuele Fior – L’intervista

Sono sconvolta, completamente sopraffatta da una valanga di vita, di amore, di libertà e di gioia. Sento il calore e l’affetto di milioni di persone attorno a me, come un gigantesco abbraccio. Sono emersa dal fango, sopravvissuta alla tormenta.

Notti insonni, incubi, nodi irrisolti, rospi non digeriti. Pensieri che affollano la mia mente e girano incessanti come un vinile strisciato. Una spirale di ossessioni che sembrava non avere via d’uscita: tutto questo è distante, un puntino lontano. E assume un senso, ancora misterioso, in questa assurda e meravigliosa costellazione.

 

Manuele Fior – L’intervista

Ora, se devo farmi travolgere nuovamente so che sarà bellissimo: in ogni caso, comunque vada. Anche se piove sempre, fa un freddo tremendo e ho l’influenza, anche se dovrò inghiottire altre mille quintalate di veleno e versare altri mille litri di lacrime, anche se andrà quasi tutto storto e mi sentirò presa in giro da molte altre persone, ora… Ora mi sveglio al mattino e amo…amo la vita. (Oh life! I love you to my bones)!

E’ retorico? Non m’interessa.

Io mi ci tuffo, a piè pari.

Life is music, music is love.

MissPelling

“allora, che fai?

balli o resti a guardare?

non farti pregare.. 

e poi d’un tratto, siamo fuori di qua

all’aria 

recuperiamo vigore, dal sole

e siamo soli io e te 

che ci sentiamo soffocare

in questo mare 

di cazzate

di stronzate”..

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Canto n. 16 – Greener – and stop wasting time with what could have been

Si, l’hanno fatta. La canzone che ti ho cantato la prima volta che abbiamo dormito assieme. Sul mio lettino minuscolo, in un pomeriggio di un’estate torrida.

Chissà se te lo ricordi.

Del tuo gruppo preferito, io manco lo sapevo.

Ti ho portato a vederli l’anno scorso, che concerto strano. Ti sei anche fatto fare l’autografo da Bent, il tuo idolo, che se non mi accorgevo io che stava lì davanti a noi con le sue infradito e la birra, tutto panzuto e barbuto, tu  eri ancora lì pietrificato al parcheggio del Bloom.

E così sono tornata a vederli, anche quest’anno. Sempre al Bloom. Da sola.

Hanno suonato Blissard, praticamente per intero. E quando è arrivato il momento di Greener, beh. Si sa come vanno queste cose, no? Passi dei mesi ad odiare una persona. Poi arriva una cazzo di canzone e una lacrima tira l’altra. Butti fuori tutto, non riesci a fermarti. Il pubblico in delirio e tu che singhiozzi come una deficiente.
Eccolo là: un altro ricordo che affiora come una bolla d’aria in un mare di pensieri e se ne vola via, libero da me, dal cemento della mia mente.

Un nuovo ricordo si sostituisce al primo, meno forte, meno tenace.

Un altro tassello da ricostruire e su cui ricostruirmi…

Foto0534

 

all of 26
omnipotent with nervous ticks
the etheral cynic
with too much to defend
I don’t want to play that game
however different, it’s always the same
how could it mean anything
if I force it, tear it, numb with greed?

I looked that way but turned around
been down that road before
so I’ll head for the ditch instead
and bide my time
waiting for someone
Greener-and stop wasting time with what could have been
Greener-and just keep searchin’ for the places I’ve never seen
Greener-if I could have my shot anew, Iwould paint it
Greener-and not so hollow, dull and blue.
Greener….

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Canto n. 15 – Love what is ahead by loving what has come before.

– Sei proprio un bugiardo

– E tu una bambina

– Spari cazzate e pretendi sincerità

– E tu cosa fai?

– Non voglio sapere niente

– Non hai nessun rispetto

– Ma di che rispetto parli

– Cosa dovrei fare, non dovrei vivere?

– Fai quello che ti pare ma non raccontarmi minchiate

– Ma vaffanculo

– Ma vaffanculo tu

– Ci stiamo distruggendo

– Non capisco più niente

– Io ti sento ancora mia

– E’ assurdo

– A me sembra assurdo che tu non sia qui

– Mi preoccuperò sempre per te, inevitabilmente

– Ti rapirò prima o poi… Io e te nel posto delle fragole

– Fate buon viaggio

– Parto da solo

– Non ci sarò a salutarti

– Addio…

 

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Che due maroni

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Canto n. 14 – Adesso è limpido

All’improvviso, il silenzio.

La quiete dopo la tempesta..il sole che squarcia le tenebre.

Il cuore riprende il suo battito incessante, anche se in realtà non aveva mai smesso: solo non lo sentivo più.

Non ci prestavo più attenzione, tutta persa a lottare nel buio, ad annaspare cercando una via d’uscita che non c’era.

Ora il mio cuore dislessico mi esplode nel petto, in cerca di attenzione: mi sconquassa, mi sconvolge, urla e bussa, mi richiama a gran voce nel vortice della vita.

Chi se lo immaginava, che bastava fermarsi. Piangere tutte le mie lacrime, finché non ce ne fossero state più, finché i demoni non avessero smesso di urlare e dibattersi nella mia testa.

Dovevo affrontarli uno per uno, con tutto il dolore che si portava appresso ciascuno di essi: le delusioni, le menzogne, la rabbia, l’incapacità di perdonare me stessa e gli altri, nonostante tutto quello che è successo mi sia servito per crescere e per capire di cosa abbia veramente bisogno.

Dovevo toccare il fondo, evidentemente. Dovevo superare anche questa specie di “prova del fuoco”. Chissà poi se l’ho veramente superata.

Ma alla fine del tunnel, c’è la luce del giorno, lo so: basta davvero solo aprire gli occhi.

Chissà se riuscirò davvero a ringraziarti, un giorno.

Per quello che siamo stati insieme, per la Donna che sono ora…

…e per il mio cuore pieno di vita..

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Canto n. 13 – Can’t you see what you’ve done to my heart?

Can't you see what you've done to my heart?

Cold as ice, dark as coal.

Congelato, glaciale, chiuso in una teca per non appassire.

Lo conservo per tempi migliori, finché non ritroverà il suo battito regolare. Nel frattempo, cercherò di non ferirlo ulteriormente..inutilmente.

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Ostaria Dai Kankari

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purtroppo

Quello che leggi qui è tutto autobiografico. Soprattutto le cose inventate.

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