Miss-Pelling Heart

Cronache di un cuore dislessico

Canto n. 17 – Balli o resti a guardare?

Vedo le cose dall’altra sponda del fiume, dove l’acqua è più cheta. Sono serena, respiro l’aria pregna dell’odore di terra umida ed erbacce selvagge. Guardo il cielo, imponente, carico di nuvole: sembrano pesare come macigni, potrebbero crollarmi in testa da un momento all’altro. Eppure c’è un senso di leggerezza, di elettricità. E’ un’attesa, carica di entusiasmo, per qualcosa che sta per succedere, ma non si sa cosa sia né quando accadrà. Questo è il momento più bello, stare in equilibrio su un filo in tensione. Vorrei urlare, da sopra quei nuvoloni grigi. Potrei scagliarmi come fulmine in qualsiasi momento, in un qualsiasi punto.

Manuele Fior – L’intervista

Sono sconvolta, completamente sopraffatta da una valanga di vita, di amore, di libertà e di gioia. Sento il calore e l’affetto di milioni di persone attorno a me, come un gigantesco abbraccio. Sono emersa dal fango, sopravvissuta alla tormenta.

Notti insonni, incubi, nodi irrisolti, rospi non digeriti. Pensieri che affollano la mia mente e girano incessanti come un vinile strisciato. Una spirale di ossessioni che sembrava non avere via d’uscita: tutto questo è distante, un puntino lontano. E assume un senso, ancora misterioso, in questa assurda e meravigliosa costellazione.

 

Manuele Fior – L’intervista

Ora, se devo farmi travolgere nuovamente so che sarà bellissimo: in ogni caso, comunque vada. Anche se piove sempre, fa un freddo tremendo e ho l’influenza, anche se dovrò inghiottire altre mille quintalate di veleno e versare altri mille litri di lacrime, anche se andrà quasi tutto storto e mi sentirò presa in giro da molte altre persone, ora… Ora mi sveglio al mattino e amo…amo la vita. (Oh life! I love you to my bones)!

E’ retorico? Non m’interessa.

Io mi ci tuffo, a piè pari.

Life is music, music is love.

MissPelling

“allora, che fai?

balli o resti a guardare?

non farti pregare.. 

e poi d’un tratto, siamo fuori di qua

all’aria 

recuperiamo vigore, dal sole

e siamo soli io e te 

che ci sentiamo soffocare

in questo mare 

di cazzate

di stronzate”..

Advertisements
Leave a comment »

Canto n. 14 – Adesso è limpido

All’improvviso, il silenzio.

La quiete dopo la tempesta..il sole che squarcia le tenebre.

Il cuore riprende il suo battito incessante, anche se in realtà non aveva mai smesso: solo non lo sentivo più.

Non ci prestavo più attenzione, tutta persa a lottare nel buio, ad annaspare cercando una via d’uscita che non c’era.

Ora il mio cuore dislessico mi esplode nel petto, in cerca di attenzione: mi sconquassa, mi sconvolge, urla e bussa, mi richiama a gran voce nel vortice della vita.

Chi se lo immaginava, che bastava fermarsi. Piangere tutte le mie lacrime, finché non ce ne fossero state più, finché i demoni non avessero smesso di urlare e dibattersi nella mia testa.

Dovevo affrontarli uno per uno, con tutto il dolore che si portava appresso ciascuno di essi: le delusioni, le menzogne, la rabbia, l’incapacità di perdonare me stessa e gli altri, nonostante tutto quello che è successo mi sia servito per crescere e per capire di cosa abbia veramente bisogno.

Dovevo toccare il fondo, evidentemente. Dovevo superare anche questa specie di “prova del fuoco”. Chissà poi se l’ho veramente superata.

Ma alla fine del tunnel, c’è la luce del giorno, lo so: basta davvero solo aprire gli occhi.

Chissà se riuscirò davvero a ringraziarti, un giorno.

Per quello che siamo stati insieme, per la Donna che sono ora…

…e per il mio cuore pieno di vita..

Leave a comment »

Canto n. 13 – Can’t you see what you’ve done to my heart?

Can't you see what you've done to my heart?

Cold as ice, dark as coal.

Congelato, glaciale, chiuso in una teca per non appassire.

Lo conservo per tempi migliori, finché non ritroverà il suo battito regolare. Nel frattempo, cercherò di non ferirlo ulteriormente..inutilmente.

Leave a comment »

Canto n. 12 – Free at last

Un ricordo di noi

I’m not free at all. sono una codipendente emotiva (leggere qui)

Leave a comment »

Canto n.11 – I let love in

Despair and Deception, Love’s ugly little twinsdespair

 

 

 

 

punish

 

Came a-knocking on my door, I let them in

Darling, you’re the punishment for all of my former sins

I let love in
I let love in

 

The door it opened just a crack, but Love was shrewed and bold

horror

My life 

I let love inflashed before my eyes, it was a horror to behold
A life-sentence sweeping confetti from the floor of a concrete hole

I let love in
I let love in
I let love in

terror

Well I’ve been bound and gagged and I’ve been terrorized
And I’ve been castrated and I’ve been lobotomized
But never has my tormenter come in such a cunning disguise

I let love in
I let love in
I let love in
Immagine 001I let love in

O Lord, tell me what I done
Please don’t leave me here alone
Where are my friends?
My friends are gone

O Lord, tell me what I done
Please don’t leave me here alone
Where are my friends?
My friends are gone

I let love in
I let love in

So if you’re sitting all alone and hear a-knocking at you door
and the air is full of promises, well buddy, you’ve been warned
Far worse to be Love’s lover than the lover that Love has scorned

I let love in let

 

I let love in
I let love in
I let love in
I let love in

I let love in
I let love in
I let love in
I let love in

Leave a comment »

Canto n. 10 – You’re the only one who can forgive yourself (e alla fine arriva Eddie)

A volte per poter crescere bisogna lasciar andare qualcosa, qualche parte di sé.

Ho potato i rami secchi, vecchi, ormai mi facevano solo male.  Vago per la città e mi sento come amputata di un arto, un arto che fa ancora male anche se non c’è più. E’ un dolore riflesso, un dolore fantasma.

Mi sento leggera, ma sbilanciata: era una parte ingombrante, importante. Zoppico e barcollo, in una sensazione di inaspettata libertà.

“Solo me ne vo per la città”…canto tra me e me la canzone di Natalino Otto.

Nostalgica, romantica, di un’altra epoca.

Taglio via i rami secchi anche se poi ne sento la mancanza.

Mi riconcilio con persone lasciate indietro, allontanate. Sento la loro comprensione e il loro abbraccio, piango senza ragione in autobus. L’altro giorno una signora con un cappellino fiorato, senza dire nulla, mi ha offerto un fazzolettino e si è rigirata sul suo posto.

Esco dal bozzolo di fango e lacrime in cui mi sono crogiolata fin troppo a lungo. C’è ancora molto da smaltire.

Ma so che ci sono già piccole gemme pronte a ricrescere..

E alla fine, come sempre, nei momenti di disperazione arriva la voce di Eddie Vedder, calda come un abbraccio. Confortante, come i Beatles che sanno di casa (diceva Nick Hornby). E’ qualcosa di familiare, che arriva quando meno te l’aspetti, ma in realtà è sempre stato lì per te.

Entri in un bar o in un locale e partono le note di Given To Fly, o Just Breathe. Respira, semplicemente.

 Ma oggi, Eddie e la sua bottiglia di vino rosso mi hanno ricordato che insomma, è anche ora di smetterla di rimuginare.

Basta rimpianti, basta con gli “e se..”

Eddie mi ha insegnato che la vita è troppo breve per non volersi bene.  Solo che ogni tanto me lo dimentico.

Eddie, torna presto, abbiamo bisogno di cantare con te.

“You can spend your time alone redigesting past regrets,
Or you can come to terms and realize 
You’re the only one who cannot forgive yourself
Makes much more sense to live in the present tense”

 

Rock is love,

MissPelling

2 Comments »

Every day I can see that I’m a part of you and you’re a part of me

As the sun came up over that eastern field today
 I could not help but think of you
 The feeling shoots through me like a bullet
 when I think of all the pain I put you through
 Every day I can see that I'm a part of you
 and you're a part of me

 It all used to make so much more sense
 and I'd have it all again if I could choose
 I've lost some things over the years
 but the memory I will not lose

 As the sun goes down over that western field
 I still can't help but think of you
 Wherever you are I hope your wounds have healed
 and you forgive me for the pain I put you through

 Everyday it tortures me
 I guess the apple fell too far from the tree

Johnny+Cash++June+Carter+tumblr_lbqtdinJq21qzsxayo1_500

 

PS: Io coi musicisti HO CHIUSO

parola di MissPelling.

2 Comments »

Canto n. 9 – Low Rising

La musica riempe i cuori, la musica ha la capacità di guarire le ferite.

La musica è  linguaggio universale, ci fa sentire parte della stessa razza umana: parla direttamente al cuore, senza fare distinzioni.

Il concerto di Glen Hansard, ieri sera a Milano, mi ha ricordato quello che la musica dovrebbe essere sempre: una forza guaritrice, tribale, ancestrale, antica quanto l’uomo. E’ un’energia che ci accompagna fin dalla notte dei tempi, nei momenti più significativi delle nostre vite.

Dopo ieri sera, sono sempre più convinta che il cantautore irlandese faccia parte di quel tipo di musicisti che io definisco “sciamani moderni”: attraverso la sua voce e le sue note riesci a percepire tutte le emozioni umane, dolore, gioia, amore, paura, urlate con una passione che mette i brividi.
Lui è uno dei pochi che secondo me nel corso della vita ha visto il meglio e il peggio: le ha passate tutte, ha vissuto ogni esperienza fino in fondo,  e ne sa cantare. Lo senti, lo riconosci.

E se non capiamo le sue parole, è la musica a parlare. Basti pensare a quando stacca la spina della sua chitarra (sempre la stessa, quella piena di buchi che abbiamo visto anche nel film Once) e canta tra il pubblico senza microfono, senza barriere.

(grazie a youtube per poter rivedere certi momenti):

Alla fine del concerto porta tutti i suoi musicisti a cantare (Passing Through di Leonard Cohen) in mezzo alla platea, come una brass band di New Orleans:  con lui ci sono i Frames (indimenticabile Fitzcarraldo, un tuffo nel passato), ci sono tre archi e tre fiati (tromba, sax e trombone), c’è la bravissima Lisa Hannigan che ci ha emozionato ad inizio serata e che torna sul palco per  un  duetto mozzafiato.

Hansard è un intrattenitore nato, è un Artista con A maiuscola, non fa distinzioni tra sé e chi lo ascolta: con lui la musica è esperienza comunitaria, si fa portavoce di ciò che proviamo tutti ma che non riusciamo ad esprimere.

[per vedere le bellissime foto del concerto clicca qui ]

La musica è comunicazione, e lui è un grande comunicatore: prima di ogni brano ne racconta la storia, ne spiega il significato. Ognuno di noi poi trova quella in cui si riconosce maggiormente. Per me  è stato quando ha parlato di lenta risalita: “sai quando vedi tutto nero, stai malissimo per un tempo che ti sembra infinito, e ad un certo punto tutto si rischiara, improvvisamente inizi a sentirti meglio..come durante il doposbronza: preghi il Signore e giuri a te stesso che non berrai mai più. Qualche ora dopo però realizzi che non morirai, nemmeno stavolta: il buio svanisce e ti senti in pace col mondo intero..e potresti pure uscire a farti un altro drink.. Ecco, questa canzone parla di quel momento”.

Questo è l’augurio che faccio a me stessa, per ora e per il prossimo futuro.

Ha parlato di come la memoria, col passare del tempo, riesca a farti vedere solo gli aspetti romantici di un avvenimento doloroso; ha cantato di quello che si prova quando arriva un nuovo amore; ha raccontato di quanto sia importante per l’uomo sentirsi in comunione con la Natura che ci circonda.

Ogni sua esibizione è un’esperienza catartica, ti tiene per mano e ti fa tirare fuori gioie e dolori sopiti: puoi cantare con lui a squarciagola, svuotandoti di ogni rancore, buttando fuori ogni rospo che tenevi dentro; riesci a far partire il processo di autoguarigione, e ti ricordi di quanto certi “riti collettivi” siano necessari per l’essere umano. Volenti o nolenti siamo parte di una comunità e purtroppo ce ne stiamo dimenticando: ciò che ci lega l’uno all’altro non è la politica, la religione o la razza, ma il battito del cuore.

Per fortuna a volte compare chi ce lo ricorda.

Grazie Glen, il mio cuore dislessico è più grande e batte più forte.

Rock is Love.

MissPelling

Leave a comment »

Lie to me.

Lie to me.

di Agnès Weber

Lie to me.
I still love you

Leave a comment »

Canto n. 6 – I pretend we’ve never lied (Ricordi)

Flashback.

A quando mi facevi trovare la caffettiera pronta, al mattino.

Certo, avevamo orari diversi. Tu vivevi di notte, tornavi ad orari improbabili, io spesso non ce la facevo. Ogni mattina ero uno zombie. Ma spesso, quel piccolo gesto, l’accendino sopra il coperchio della moka così non dovevo cercarlo per tutta la casa..mi scaldava il cuore.

Un altro tassello che si va ad aggiungere agli altri ricordi preziosi.

Chissà come passi le tue giornate, a cosa pensi.

Mi hai mandato una foto di due bambini che si baciano. Assomigliano proprio a noi. A come eravamo.

IMG-20130211-WA0001

A volte sembravamo i protagonisti di un film..era tutto così surreale..bellissimo, ma surreale.

baciarsi sotto la pioggia all’heineken jammin’ festival vestiti con i sacchi dell’immondizia

correre in bici abbracciati in giro per la città

Ma non era la realtà e siamo precipitati.

Tra note e cuscini, i miei capelli e le tue sigarette.

Parlo con chi mi pare e  sto riscoprendo chi sono. senza di te.

Despite my best ambitions
I get into the worst situations
But here I am crystal clean
And all my nights are lonely 
The words I say to you are phony 
Cause there’s nothing left to say
I know you say you can’t live without me
And every single night you think about me
I could care less about you
Care less about you
And how I love the sound of you walking away
And I can
See clearer
And I am getting closer
To finding out just who I am 
Without you in the way
So hold me
But only for today

Rock is love,

MissPelling

Leave a comment »

Ostaria Dai Kankari

_ Via Fossa Donne, 93 _ Marano di Mira (VE) _ Tel. 041 47 95 94

purtroppo

Quello che leggi qui è tutto autobiografico. Soprattutto le cose inventate.

Cartoline da Atene

Just another expat's blog

Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Yarn & Spices

Cooking and crochet, not quite by the book.

miss crosstitch's Blog

Street embroidery

indie sto cazzo.

tutto quello che vi siete persi mentre eravate presi ad ascoltare quelle merde degli XX

SullenVale's Blog

...until the desired constellation appears

michiamoblogjamesblog

la lotta agli occhiali neri è appena cominciata...

%d bloggers like this: